L'ultimo colle è il Garolo, forse è meno famoso degli altri per altimetria e lunghezza della salita, (poco meno di 5 km) ma non è certo una passeggiata perchè la pendenza è notevole, sono più di 24 ore che stiamo in strada, e su allo zenit c'è "un sole che spacca la coda alle rane " per dirla alla Dalla. E' già cominciata da parecchio la carovana degli 11.000 ciclisti verso Cesenatico e le difficoltà per la Squadra Popof sono aumentate: Filippo e Luciano devono tenere la sinistra per non intralciare i ciclisti, mentre noi, a destra, dobbiamo fermarci di continuo per il bisogno d'acqua (che comincia a scarseggiare) sempre più frequente, attenti a non far spiaccicare sessun atleta in due ruote sul parabrezza posteriore.
Il caldo e la fatica si fanno sentire anche per loro, e siamo davvero in difficoltà di fronte alle incessanti richieste d'acqua. Luciano ha un accenno di crisi, che da duro qual'è affronta stoicamente senza un lamento... ma il volto è una maschera di fatica e Luca, contrariamente agli accordi di aspettare il valico, scende e lo affianca poggiandogli la mano sulla schiena.
Mancheranno un paio di km al ristoro in cima, e da lì ancora 30 all'arrivo... non sò più aspettare neanche io e mi inserisco a serrare le fila tra Popof e loro due.
La salita si fa sentire sulle gambe e va ad aggiungersi ai km e alla stanchezza delle ultime 24 ore... "ma come faranno" (penso) prima dello scollinamento incontriamo il cartello degli ultimi 30 km e Luca urla a squarciagola a Filippo più avanti:"leggi cosa c'è scritto!" e lui senza voltarsi accenna il n. 3 con le dita della mano.
Al ristoro ci bagnamo bene e mangiamo della frutta secca, Luca incoraggia Luciano con delle proiezioni sul tempo: secondo lui c'è margine per arrivare tranquilli entro il tempo limite delle 30 ore (il solo pensiero fa venire la pelle d'oca..).
Luciano sta ancora lottando con la crisi, e insieme si concorda che noi due aumenteremo l'andatura, con Filippo combattuto che ipotizza di aspettarli prima del traguardo.
Ora siamo soli, e conoscendo l'individuo, comincio timidamente a lavorarlo nella sua parte sensibile:"al valico eri 26°, te ne sei accorto?" e subito dopo (spudoratamente) "andiamo a prendere la Gloria... chissà com'è?" poi, attingiamo alla dispensa d'incoraggiamenti del maestro Galeazzi con battute del tipo:"non c'è tempo per morire..." o peggio ancora:"andiamo a scrivere la storia!" con Popof che incassa e replica con un "buono che ancora la strada è lunga."
Ormai però ci crede alla grande, e accenniamo qualche timido cambio di passo.
La botta d'adrenalina ci viene data dalla vista del grattacielo di Cesenatico che su un'altura si riesce a scorgere, e liberiamo un pò di tensione con delle urla.
Fa un caldo infernale e il bisogno d'acqua si fa incessante... una fontanella assume le sembianze di un oasi nel deserto, e "Squadra Popof" non esita a chiederne alle case lungo il percorso.
Prima di Savignano avvistiamo a qualche centinaio di metri un podista in difficoltà:"25...(faccio) andiamo a prenderlo!" aumentiamo un pò l'andatura per poi rallentare appena più avanti...
poi ne avvistiamo un altro... "24!"... poi "23!" poi "22: dai che arriviamo nei primi 20!"
Nei tornanti a scendere l'asfalto nuovo di zecca, attira tanto calore da spingere un treno a vapore... bagnamo la testa in continuazione ma sembra stare su di una graticola.
L'ultimo tratto non passa mai, il grattacielo sembra sempre alla stessa distanza, e tre persone a distanze diverse danno tutte la stessa risposta: 8km all'arrivo (sembra un incubo, e decidiamo di non chiederlo più) cominciamo a scherzare per soffocare l'emozione, nel frattempo recuperiamo un paio di posizioni:"quello lo conosco: l'ha fatta 5 volte!" commenta Popof a 1/2 metro da terra...
la febbre è alta ma abbiamo i brividi nell'avvertire la voce dello speaker...
Popof per un attimo ride, poi piange, poi avvistiamo un altro podista più avanti sul lungomare, poi ancora un altro paio...
"Andiamo a prenderli!" provo ad incitarlo, e, incredibilmente, dopo oltre 28 ore e quasi 202 km, trova ancora energia per la volata... ne superiamo altri due, mentre uno riesce ad allungare.
ad un centinaio di metri vado per uscire dalle transenne, ma Filippo, con un filo di voce mi ordina di restare con lui...
Poi è l'apoteosi con Popof che sale sul palco e lo speaker... (inconsapevole del rischio a cui va incontro:-) gli passa il microfono in mano e... 'fanculo Popof: m'è fatto piagne...
(anche Luciano, superata la crisi, ha chiuso l'impresa entro le 30 ore: l'ho incontrato coi suoi amici subito dopo l'arrivo mentre Popof era alle prese con... dettagli burocratici... già sapeva tutto: dell'arrivo di Popof e che dal palco poco prima l'aveva ringraziato... ha sorseggiato una coca e, come solo i duri sanno fare, come niente fosse, si è alzato, ha raccolto le sue cose, ed è andato a fare il bagno al mare tra gli insulti affettuosi di un Luca più contento di lui...)

1 commento:
dai racconti emergono due cose bellissime: la prima è naturalmente l'avventura di popof e degli altri runners impegnati nella novecolli; la seconda, ancora più emozionante per me, il valore dell'amicizia....quest'avventura è stata all'insegna della solidarietà, dell'affetto, dell'empatia.....proprio un bell'esempio! complimenti a tutti!
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