
GIOIA E LACRIME
Roma, 22/03/2009
E' il giorno della maratona di Roma, fino al giorno prima sono indecisa se accompagnare i nostri cdppini intenti all'impresa della maratona o restare a casa a poltrire la domenica mattina.
Sono le 3 di mattina, mi sveglio e ho una voglia matta di andare a Roma anch'io, non immaginando nemmeno le emozioni che da lì a poco avrei provato.
Ore 7,00 circa: arriviamo a Roma, troviamo persino posto per la macchina a due passi dal colosseo! Incredibile!
Quindi la prima gioia della giornata: l'antonella e la giuseppina ci offrono le crostate fatte da loro con amore e con la sapienza delle donne vere, come quelle di una volta: squisiteeeeeeeeee!
Guardo i ragazzi che si preparano, nell'aria si sente un'atmosfera carica di emozione e tensione. Respiro quest'aria e in me cresce la voglia di correre.
Ci avviciniamo alle gabbie di partenza, saluto tutti e mi intrufolo nella gabbia "dei polli" come la chiamo io, quella degli scaccioni come me. Cercano di impedirmi l'accesso perchè non ho il pettorale, ma è bastato chiederlo per favore e in un balzo sono dentro la gabbia. Sono l'unica cdppina, ma sono in ottima e abbondante compagnia. Comincio ad emozionarmi, per la prima volta sento la gara come un evento che non è solo sportivo, ma è qualcosa, anzi molto di più.
La gabbia dei polli è cosmopolita, ragazzi, anziani, uomini, donne di tutte le razze, di tutte le professioni, di tutte le personalità...ma lì siamo tutti uguali, non ci sono muri di pregiudizi.....ci si dà del tu, si parla e ride con chiunque, si tollera tutto, anche che il muro davanti il colosseo funga da vespasiano.....
Si parte, io sono sempre più emozionata....traversiamo Roma, lungo il percorso sempre gente che tifa, fa sentire la sua presenza e ci incoraggia...gli svizzeri con i campanacci, i francesi con le trombette, i polacchi con le bandiere.....
io sento una morsa al petto e un nodo in gola, gli occhi mi si bagnano...è la prima di una lunga serie di improvvisi rapimenti emotivi ed emozionali...mi viene l'affanno e la morsa emotiva mi provoca una sorta di asma e dispnea...non riesco a respirare e, se non mi controllo, rischio di singhiozzare. Così guardo in basso, per terra, per cercare di distogliermi, mi dico tra me e me che non posso piangere, cavolo che figuraccia...riesco a riprendermi...continuo a correre...ora sorrido, sono contenta, anzi felice...che bello correre in questa occasione...i chilometri scorrono via...e mi viene voglia di proseguire, penso di farne 10 e poi altrettanti in direzione di marcia contraria di ritorno al colosseo, però penso che non è il massimo rifare lo stesso percorso al contrario...potrei essere di impiccio alla fiumana di podisti maratoneti come pure anch'io avrei difficoltà a passare...intanto proseguo, all'8°km incontro un ragazzo di brescia che mi suggerisce di farne 21 con lui e poi prendere la metro per tornare indietro. Si, mi dico, è proprio una bella idea, così mi godo più a lungo questo evento...Il ragazzo mi dice: "bene, stiamo andando a 5'30'', è un buon passo", ma per me è troppo veloce per arrivare alla fine della mezza, così lo saluto e rallento...sono contentissima..si si...ne faccio 21.....intanto ai ristori chiedo se c'è la stazione metro al 21° e mi dicono di si...benissimo...mi rilasso....corro e.....mi emoziono...ora sento la banda che suona....mmmmmhhhh.....mi riviene il nodo alla gola e l'attacco d'asma....passiamo sotto i tunnel....tutti ad urlare....mi riemoziono...altro nodo in gola....cavolo, mi dico, ma sarà mai possibile che mi emozioni per questa cosa...ma omai sono preda delle emozioni....ad un certo punto, dopo una curva, mi si apre la visuale di San Pietro....è troppo, stavolta non riesco proprio a frenarmi..dagli occhi scendono le lacrime....sento la voce del Papa che vedo in un maxischermo a terra....mi faccio il segno della croce (non ricordo l'ultima volta che l'avevo fatto) siamo tra il 17° km e il 18° km...ho le gambe molto dure.....mi fermo a chiedere ad un gentilissimo vigile se al 18°km c'è la stazione metro: lui mi risponde di no e che avrei dovuto fare un bel po' di strada per raggiungerla...allora decido di arrivare in fondo alla mezza....ora vedo Monte Mario e penso, non so perchè, al meridiano fondamentale....arrivo al traguardo della mezza, felice ma preoccupata di non trovare un mezzo per tornare al colosseo...sono stanca e ho le gambe che mi fanno male e sembrano due pezzi di legno...chiedo dov'è la stazione metropolitana e mi dicono che è a 3 km di distanza e che comunque dovrei cambiare...a piedi, invece, tagliando sono 5-6km...decido allora di incamminarmi...raggiungo a ritroso il 20° km e trovo il presidio medico dove mi dicono che c'è il servizio navetta per i podisti ritirati. Evviva!!!! E' fatta....Gentili gli assistenti di gara che mi fanno salire anche se non ho il pettorale. Gentile l'autista dell'autobus che, dimostrando sensibilità, toglie dal parabrezza in bella vista il cartello "ritirati", in nostro rispetto...
Sul pulman parliamo e ridiamo, manco fossimo amici di vecchia data...potere dello sport...mi riemoziono..porca miseria...vorrei dare una capocciata al finestrino pur di tornare in me, e non farmi vedere con gli occhi lucidi...ma che cavolo mi prende oggi....
Arrivo al colosseo, mi emoziono a vedere i maratoneti all'arrivo....mi emoziono a vedere i nostri con le mantelline antifreddo....stanchi, ma eroi, tutti, dal primo all'ultimo....si per me sono tutti eroi ...
Insomma è stata una giornata stupenda, emozionante all'inverosimile...grazie a tutti!!!
