Subito la puntura di una delle zanzare più inauditamente feroci mai incontrate, poi assecondata dalle consorelle, veniva a confortarmi sulla veridicità del momento: ero lì, apparentemente integro, e con tanta voglia di correre, a pochi minuti dal via dell'ennesima, mai tanto attesa maratona.
L'idea era nata, quasi per scherzo, il giorno del mio compleanno appena un mese fa: mi ero regalato il lusso di un lunghetto in compagnia di Popof, dopo l'estenuante digiuno causato dall' infortunio... e vuoi per la compagnia, o meglio per l'amarone che ci siamo scolati subito dopo, la sensazione che la ruggine non aveva ancora preso troppo vantaggio, mi portò a volare con la fantasia giusto fino all'ultima maratona prevista in calendario: la night marathon di Jesolo.
Ok, il tempo non era poi tanto, (ma se ti metti a contarlo passa ancora più veloce) così, convocati alla bell'e meglio Davide e Popof per un 34 km, sempre Davide e L'Arbi per 20 di medio, il Bisca, Popof e lo Scraus x un 38... (come da volontà del Guru) con ancora Davide a venire apposta in macchina ad incoraggiarmi; (che per poco me metteva sotto) messe in mezzo due o tre garette test, ecco che in 3 settimane suppergiù c'eravamo preparati la maratona, con l'aggiunta dello sfizio di 25 km alla marcia trionfale di Popof alla cento, ad appena sette giorni dal via.
Oddio: Gianluca (il Santo Protettore dei miei muscoli) m'aveva promesso la foto appesa al muro dello studio, qualora mi/ci fosse riuscito il miracolo, tanto ero disastrato lunedi scorso... ma dopo un paio di sedute in sala torture (Popof testimone) mi disse che era incoscientemente fiducioso.
Così ero lì, pronto a giocarmi le mie carte, con la stessa voglia ed entusiasmo di tutte le altre volte.
Tutti pensieri che volavano via insieme al fumo della pistola dello sparo, quando mi concentravo sui miei passi ad indovinare il ritmo giusto.
I primi km costeggiavano la laguna proprio mentre il sole cominciava a scendere... (anche le rane sembravano gradire la nostra compagnia) il disagio provocato dall'umidità veniva compensato dalla bellezza del colpo d'occhio... le gambe andavano da sole, tanto che ne approfittavo per scambiare due chiacchiere con Stefano, ragazzo di Venezia, altra vittima del muro delle 3 ore (3:01:01 a Treviso).
Intanto il crono dava le prime conferme, anche se i km segnati un pò a Ca' (sembra da 'ste parti si scriva così:-) mettevano un pò in allarme, almeno fino al km successivo: 4,18/km al decimo e 4,17/km alla mezza: 1.30:23 forse un pò troppo veloce, ma sul lungomare di Jesolo, con la battigia illuminata alla ns destra, e l'incitamento della gente a ridosso dei muretti alla ns sinistra, le gambe sembravano andare senza sforzo.
Poi tutto d'un tratto il gioco si faceva immediatamente duro: lasciati dietro quelli della mezza, cambiava tutta la scena: un passo dietro l'altro si andava verso la periferia, la gente ai lati era sempre di meno e anche il paesaggio di faceva meno illuminato: dopo neanche un km mi sono accorto che ero da solo con un paio di podisti che mi precedevano a distanza di circa 100 mt l'uno dall'altro.
Provavo ad accorciare la distanza gradatamente, anche per non perdere contatto, (mi fidavo poco delle indicazioni ed avevo paura di sbagliare percorso) infatti, proprio al parcheggio di un grande supermercato mi trovavo di fronte a due strade uguali senza alcun segnale... mi giro e caccio un urlo a quello della protezione civile 20 mt dietro:"oh! Dove devo andare?!" e lui:"dritto!" (una strada andava a destra e una a sinistra...) allora indico con la mano sinistra:" di quà?" e lui:" no, dall'altra parte..." io ce lo mando, e proseguo la mia corsa.
Intanto per il buio avevo saltato l'indicazione di un km (mi sembra il 27°) ed uno alla volta raggiungo e supero i due che mi precedevano...(forse stavano calando l'andatura loro) faccio un altro paio di km da solo: il segnale del 30° mi dice che avevo rallentato, ma ancora stavo andando bene (circa 2 ore e 10 di corsa).
Era sempre più buio ed io ero completamente solo: stavo costeggiando l'argine di un fiume (il Sile?) ed alla mia destra l'unica illuminazione era un'interminabile fila di fiammelle ad olio combustibile: il tempo non passava mai, non vedevo il crono se non pigiandone l'illuminazione, e m'accorgevo di aver saltato almeno un paio di km: non sapevo se andavo forte o piano, sapevo solo che avrei voluto incontrare qualche essere umano...
Poco prima della fine del canale riesco a scorgere il segnale del km: sento dei passi di un'andatura più veloce della mia che si avvicina e mi supera... provo a seguirne la scia, ma sento che è troppo veloce, e lo lascio andare continuando con il mio passo.
Ormai ci avviciniamo alla città e il percorso è delimitato dal marciapiede dei vialoni illuminati, e con essi la gente che si fa sempre più numerosa e pronta ad incitare.
Comincio ad apprezzarne il calore, anche perchè con la stanchezza sopraggiunge il ricordo di una preparazione un pò affrettata:"c'è da stringere i denti, bello!" (tutto quì)
Al 36° incontro una persona che mi piacerebbe ritrovare: si affianca a me correndo:" stai andando bene: sei ventesimo... sono un maratoneta anch'io... dai che corro un pò con te: stai più dritto con le spalle, forza che c'è più poco: ormai ce l'hai fatta..." e mi accompagna per qualche centinaio di metri...
Ormai siamo (o meglio sono, perchè non c'è nessun altro che corre) nella via principale dell'isola pedonale: ai lati della strada è pieno di gente che incita ed incoraggia solo me...(sembra incredibile!) confesso che sono cotto, ma con nessuna voglia di mollare: guardo il crono e faccio due conti sul tempo finale... ma chissenefrega: voglio godermi questo momento.
Al 40° prendo due bottigliette d'acqua e me le rovescio in testa: comincio a sentire la voce dello speaker che mi scalda il cuore, su una piazzetta di lato, un complesso di ragazzi intona le note di "Wish you where here" dei Pink Floyd: ho la pelle d'oca e comincio ad alzare un braccio puntando un dito al cielo... l'ultimo km sembra interminabile salvo poi sembrarti troppo corto una volta arrivato...
"certe notti somigliano a un vizio che non voglio smettere, smettere mai..." (Liga)
grazie a tutti